La Palazzina di caccia di Stupinigi vista dal viale d'accesso
La Palazzina di caccia di Stupinigi — foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una corona di delizie attorno alla capitale

Quando i Savoia spostarono la capitale del ducato al di qua delle Alpi, Torino era una città piccola e sostanzialmente militare. Nel giro di poco più di un secolo venne ridisegnata per fare da capitale, e attorno a essa nacque un sistema di palazzi che serviva a governare, a rappresentare e a divertirsi: residenze urbane per la corte, ville sulla collina, castelli e palazzine di caccia nella campagna intorno.

Quel sistema venne chiamato corona di delizie, un'espressione nata da un'incisione seicentesca che mostrava i palazzi disposti in cerchio attorno alla città. Non era solo un vezzo grafico: gli edifici erano collegati da strade rettilinee e da viali alberati pensati come prolungamenti degli assi urbani, in modo che la corte potesse spostarsi da una residenza all'altra restando dentro un paesaggio costruito apposta.

Oggi quel complesso è riconosciuto come patrimonio mondiale dell'UNESCO sotto il nome di Residenze Sabaude, e comprende una ventina di luoghi fra Torino e il Piemonte. Non si visitano tutti in un viaggio, ma tre di essi bastano a capire la logica dell'insieme.

Palazzo Reale e le residenze di città

Il centro del sistema è Palazzo Reale, in piazza Castello: la residenza principale, con la facciata sobria che nasconde interni molto più fastosi, gli appartamenti di corte, lo scalone d'onore, la sala del trono e i Giardini Reali sul retro. Fa parte del circuito dei Musei Reali insieme all'Armeria, alla Galleria Sabauda e al Museo di Antichità.

Sulla stessa piazza c'è Palazzo Madama, che è insieme castello medievale e palazzo barocco, con la facciata di Filippo Juvarra e lo scalone che vi sta dietro. Poco lontano, Palazzo Carignano mostra la facciata ondulata in mattoni di Guarino Guarini e ospita il museo dedicato al Risorgimento, nelle sale dove si riunì il parlamento subalpino.

In città rimangono anche il Castello del Valentino, affacciato sul Po dentro il parco omonimo, e Villa della Regina, sul primo gradino della collina, con giardini terrazzati e una piccola vigna urbana. Tutte queste sedi hanno calendari propri: verificate orari e biglietti sui canali ufficiali.

La Reggia di Venaria, dalla parte nord

La più grande delle residenze extraurbane si trova a nord-ovest di Torino, dalla stessa parte della città in cui si trova l'appartamento. La Reggia di Venaria nasce come residenza di caccia per Carlo Emanuele II su progetto di Amedeo di Castellamonte, e diventa nel tempo un complesso enorme, con un borgo disegnato davanti all'ingresso e giardini che si estendono per decine di ettari.

L'elemento che tutti ricordano è la Galleria Grande, opera di Filippo Juvarra: una navata lunghissima di stucchi bianchi, con doppio ordine di finestre e una luce che cambia completamente a seconda dell'ora e della stagione. Accanto ci sono la Cappella di Sant'Uberto, le antiche scuderie riadattate a spazi espositivi e i giardini, rimessi in ordine dopo un lungo periodo di abbandono e di uso militare.

A ridosso della reggia si apre il parco della Mandria, un'area verde recintata di grande estensione, con cascine storiche, boschi e prati: era la riserva di caccia della corte e oggi è un parco regionale che si percorre a piedi o in bicicletta. Chi alloggia nella zona nord ha il vantaggio di non dover attraversare tutta la città per arrivarci.

Stupinigi, la palazzina di caccia

All'estremità opposta, a sud-ovest, c'è la Palazzina di caccia di Stupinigi, l'altro capolavoro juvarriano del sistema. La pianta è insolita: quattro bracci disposti a croce di Sant'Andrea attorno a un salone centrale ovale altissimo, coperto da una cupola affrescata, con le finestre che portano dentro il verde del parco.

Nata come luogo per le battute di caccia e per le feste di corte, la palazzina è arrivata a noi con buona parte degli arredi originali ed è oggi museo. Sulla sommità della copertura si vede la figura di un cervo in bronzo, diventata l'immagine simbolo dell'edificio. Attorno restano il parco e i viali che collegavano la residenza alla città.

Organizzare le visite

Consiglio pratico: Le residenze extraurbane hanno giardini molto estesi: portate scarpe comode e, nei mesi caldi, acqua e cappello. Verificate orari e biglietti sui canali ufficiali.

Il modo più sensato di affrontare le Residenze Sabaude è scegliere una residenza urbana e una extraurbana, senza cercare di vederle tutte. Sono luoghi vasti, si cammina molto e con i giardini una visita può occupare l'intera giornata.

Ginevra Apartment si trova in via Borgaro, nella zona nord di Torino: la Venaria è dalla stessa parte della città e i mezzi pubblici partono dalla fermata davanti al portone, mentre il parcheggio libero e gratuito nella strada pubblica rende comodo anche muoversi in auto verso le residenze più lontane, senza cercare posto ogni sera al rientro.

Dormire a nord, vicino alla parte delle regge

Ginevra Apartment è un appartamento indipendente al piano rialzato, con sei posti letto, cucina attrezzata, aria condizionata e lavatrice. Rientrare dopo una giornata fra parchi e gallerie e avere una casa intera a disposizione cambia il ritmo del viaggio.