La chiesa della Gran Madre di Dio sul Po a Torino
La chiesa della Gran Madre di Dio sul Po a Torino — foto: Livioandronico2013 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ogni anno il 24 giugno Torino si ferma. È la festa di San Giovanni Battista, patrono della città, e non è una ricorrenza formale: è una giornata in cui la vita quotidiana cambia forma, gli uffici chiudono, il centro si svuota nelle ore calde e poi, verso sera, tutti si ritrovano nello stesso posto. Se il vostro soggiorno cade in quei giorni, vale la pena saperlo in anticipo e organizzarsi di conseguenza.

Il patrono e una città che si ferma

San Giovanni Battista è il patrono di Torino e la cattedrale della città gli è dedicata. La sua festa è ricorrenza civile oltre che religiosa: in quella data uffici pubblici, molte attività commerciali e diversi servizi restano chiusi o riducono l'orario, mentre nel resto d'Italia è un giorno lavorativo qualsiasi. Chi arriva senza saperlo si trova davanti saracinesche abbassate e resta spiazzato.

Per un visitatore la giornata ha due tempi. Di mattina e nel primo pomeriggio la città è insolitamente quieta, con poco traffico e un'aria da domenica d'estate: è un buon momento per camminare, guardare le piazze senza folla e godersi il centro in una versione rallentata. Dal tardo pomeriggio in poi, invece, il flusso si inverte e la gente comincia a convergere verso le zone della festa.

Un'avvertenza utile: musei, monumenti e servizi possono seguire orari speciali proprio a causa della festività. Se avete in programma una visita in quella data, verificate orari e biglietti sui canali ufficiali il giorno prima, invece di darla per scontata.

Il falò in piazza e la processione

Il momento più antico della festa è il falò, che viene acceso la sera nella piazza monumentale del centro davanti a una folla che si dispone in cerchio. È una tradizione popolare radicata, legata ai fuochi di solstizio comuni a molte culture europee: la catasta viene preparata durante la giornata e la sua accensione è attesa come l'apertura vera della serata.

Attorno al falò si è tramandata anche una credenza: dal modo in cui la struttura crolla e dalla direzione verso cui cade la sommità, secondo la tradizione popolare si trarrebbero auspici buoni o cattivi per la città nell'anno che viene. È folklore, e i torinesi lo raccontano con un sorriso, ma è il genere di dettaglio che rende la serata più leggibile a chi guarda da fuori.

Alla parte civile si affianca quella religiosa, con la processione che coinvolge autorità cittadine, confraternite e gruppi in costume storico e attraversa il centro fino alla cattedrale. Ordine degli appuntamenti e percorsi cambiano di anno in anno: il programma viene diffuso nei giorni precedenti sui canali ufficiali del Comune.

I fuochi sul Po

La chiusura della giornata sono i fuochi d'artificio sopra il fiume. È il momento che raccoglie più gente in assoluto: le sponde, i ponti e la grande piazza aperta verso il Po, quella che guarda la chiesa della Gran Madre sull'altra riva, si riempiono nel corso della serata, con famiglie che arrivano molto prima per prendere posto e gruppi seduti sui gradini.

Lo spettacolo si guarda bene da più punti: dai ponti, dalla zona della Gran Madre, dalle scalinate che salgono sul versante collinare e da diversi tratti del lungofiume. L'acqua raddoppia le esplosioni e la conformazione del luogo, con la collina alle spalle, restituisce il suono in modo pieno. Il formato dell'evento e la sua collocazione possono variare di anno in anno, quindi controllate le informazioni ufficiali prima di scegliere dove piazzarvi.

Consigli pratici per la serata

L'affollamento è la variabile principale. Se volete un buon punto di osservazione, arrivate con largo anticipo e mettete in conto una lunga attesa, con acqua e qualcosa da mangiare al seguito. Concordate prima un punto di ritrovo con le persone del vostro gruppo, perché nella folla la rete telefonica può risultare intasata, e tenete i bambini per mano nei momenti di spostamento.

Consiglio pratico: Nelle ore dei fuochi la zona lungo il fiume viene di solito chiusa al traffico e le linee dei mezzi possono cambiare percorso: controllate gli avvisi ufficiali nel pomeriggio e mettete in conto un tratto a piedi al ritorno.

Per i mezzi, aspettatevi cambiamenti: nelle ore della festa le strade lungo il fiume vengono spesso chiuse al traffico e alcune linee possono essere deviate o sospese. Al termine dei fuochi si muovono tutti insieme, quindi le prime corse dopo lo spettacolo sono le più affollate: se potete, camminate un tratto allontanandovi dalla zona centrale prima di prendere un mezzo, oppure lasciate passare il grosso del deflusso con calma.

Evitate infine di contare sull'auto vicino al lungofiume: nelle ore serali quell'area è di fatto inaccessibile ed è una fonte sicura di nervosismo. Il 24 giugno è una giornata da vivere a piedi, con un piano semplice e senza orari troppo rigidi.

Una casa fuori dalla calca del 24 giugno

Ginevra Apartment si trova nella zona nord di Torino, lontano dalla ressa del lungofiume ma collegato al centro dai mezzi che fermano davanti al portone, con parcheggio libero e gratuito nella strada pubblica. È una casa intera con cucina attrezzata: nel giorno del patrono, con molte attività chiuse, poter cenare in appartamento vale più del solito.